Un nome vecchio 500 anni
L’origine del nome Magnagati
Da sempre gli abitanti di Vicenza sono contraddistinti dall’ appellativo “Magnagati”.
Seppure non ci siano reali prove storiche in merito alla nota predilezione dei Vicentini per i gatti questo nome accompagna le popolazioni Beriche da oltre 500 anni. Nei secoli, dal folclore popolare, sono nate innumerevoli leggende che spiegano l’attribuzione del nome “Magnagati” ai Vicentini, fra le tante una ne spicca in maniera particolare.
Agli inizi del 1400, nell’età d’oro della Serenissima Repubblica, Venezia fu teatro di una massiccia invasione di topi che infestavano la bellissima città.
Per tentare di risolvere il problema i Veneziani scrissero un comunicato al Podestà di Vicenza, un senatore della serenissima, diplomatico e letterato di nome Francesco Barbaro il quale si appello subito alla popolazione Vicentina chiedendo immediatamente la consegna dei gatti per la lotta contro i roditori.
La leggenda vuole che le vie di Vicenza in quel periodo, grazie al commercio del Baccalà, fossero impregnate del profumo di pesce attirando cosi innumerevoli felini, che saziata la fame, si dedicavano alla riproduzione.
Ma i vicentini, non volendo donare i loro gatti ai vicini veneziani, li nascosero facendoli sparire agli occhi del Podestà che chiedendo dove fossero finiti i preziosi felini ricevette una risposta secca e diretta: “se li ghemo magnà” ce li siamo mangiati.
La cosa che rende questa leggenda ancora più ricca di fascino è che Francesco Barbaro fu effettivamente podestà di Vicenza nel 1423 all’età di 25 anni.